Philosophus

Voce di uno che grida nella società moderna
lunedì, 06 aprile 2009

Una bocca amabile moltiplica gli amici,
un linguaggio gentile attira i saluti.

Siano in molti coloro che vivono in pace con te,
ma i tuoi consiglieri uno su mille.
Se intendi farti un amico, mettilo alla prova;
e non fidarti subito di lui.

C'è infatti chi è amico quando gli fa comodo,
ma non resiste nel giorno della tua sventura.

C'è anche l'amico che si cambia in nemico
e scoprirà a tuo disonore i vostri litigi.

C'è l'amico compagno a tavola,
ma non resiste nel giorno della tua sventura.

Nella tua fortuna sarà come un altro te stesso,
e parlerà liberamente con i tuoi familiari.

Ma se sarai umiliato, si ergerà contro di te
e dalla tua presenza si nasconderà.

Tieniti lontano dai tuoi nemici,
e dai tuoi amici guàrdati.

Un amico fedele è una protezione potente,
chi lo trova, trova un tesoro.

Per un amico fedele, non c'è prezzo,
non c'è peso per il suo valore.

Un amico fedele è un balsamo di vita,
lo troveranno quanti temono il Signore.

Chi teme il Signore è costante nella sua amicizia,
perché come uno è, così sarà il suo amico.

(Siracide 6, 5 - 17)

postato da philosophus alle ore 11:24 | commenti (3)
categoria: amicizia
venerdì, 03 aprile 2009

Madonna Addolorata

 

 

Stabat Mater dolorósa
iuxta crucem lacrimósa,
dum pendébat Fílius.

Cuius ánimam geméntem,
contristátam et doléntem
pertransívit gládius.

O quam tristis et afflícta
fuit illa benedícta
Mater Unigéniti !

Quae moerébat et dolébat,
pia mater, cum vidébat
nati poenas íncliti.

Quis est homo, qui non fleret,
Christi Matrem si vidéret
in tanto supplício?

Quis non posset contristári,
piam Matrem contemplári
doléntem cum Filio ?

Pro peccátis suae gentis
vidit Jesum in torméntis
et flagéllis subditum.

Vidit suum dulcem natum
moriéntem desolátum,
dum emísit spíritum.

Eia, mater, fons amóris,
me sentíre vim dolóris
fac, ut tecum lúgeam.

Fac, ut árdeat cor meum
in amándo Christum Deum,
ut sibi compláceam.

Sancta Mater, istud agas,
crucifíxi fige plagas
cordi meo válide.

Tui Nati vulneráti,
tam dignáti pro me pati,
poenas mecum dívide.

Fac me vere tecum flere,
Crucifíxo condolére
donec ego víxero.

Iuxta crucem tecum stare,
te libenter sociáre
in planctu desídero.

Virgo vírginum praeclára,
mihi iam non sis amára,
fac me tecum plángere.

Fac, ut portem Christi mortem,
passiónis fac me sortem
et plagas recólere.

Fac me plagis vulnerári,
cruce hac inebriári
et cruóre Fílii.

Flammis ne urar ne succénsus,
per te, Virgo, sim defénsus
in die iudícii.

Fac me cruce custodíri
morte Christi praemuníri,
confovéri grátia.

Quando corpus moriétur,
fac, ut ánimae donétur
paradísi glória. Amen.
 
La Madre addolorata stava
in lacrime presso la Croce
su cui pendeva il Figlio.

E il suo animo gemente,
contristato e dolente
una spada trafiggeva.

Oh, quanto triste e afflitta
fu la benedetta
Madre dell'Unigenito!

Come si rattristava e si doleva
la pia Madre
vedendo le pene dell'inclito Figlio!

Chi non piangerebbe
al vedere la Madre di Cristo
in tanto supplizio?

Chi non si rattristerebbe
al contemplare la pia Madre
dolente accanto al Figlio ?

A causa dei peccati del suo popolo
Ella vide Gesù nei tormenti,
sottoposto ai flagelli.

Vide il suo dolce Figlio
che moriva, abbandonato da tutti,
mentre esalava lo spirito.

Oh, Madre, fonte d'amore,
fammi forza nel dolore
perché possa piangere con te.

Fa' che il mio cuore arda
nell'amare Cristo Dio
per fare cosa a lui gradita.

Santa Madre, fai questo:
imprimi le piaghe del tuo Figlio crocifisso
fortemente nel mio cuore.

Del tuo figlio ferito
che si è degnato di patire per me,
dividi con me le pene.

Fammi piangere intensamente con te,
condividendo il dolore del Crocifisso,
finché io vivrò.

Accanto alla Croce desidero stare con te,
in tua compagnia,
nel compianto.

O Vergine gloriosa fra le vergini
non essere aspra con me,
fammi piangere con te.

Fa' che io porti la morte di Cristo,
avere parte alla sua passione
e ricordarmi delle sue piaghe.

Fa' che sia ferito delle sue ferite,
che mi inebri con la Croce
e del sangue del tuo Figlio.

Che io non sia bruciato dalle fiamme,
che io sia, o Vergine, da te difeso
nel giorno del giudizio.

Fa' che io sia protetto dalla Croce,
che io sia fortificato dalla morte di Cristo,
consolato dalla grazia.

E quando il mio corpo morirà
fa' che all'anima sia data
la gloria del Paradiso. Amen.

postato da philosophus alle ore 16:10 | commenti
categoria: ricorrenze
giovedì, 02 aprile 2009

postato da philosophus alle ore 14:47 | commenti
categoria: non semplici uomini
lunedì, 30 marzo 2009

File:Donbosco.jpg "State bboni (se potete...)!".

"Te possi morì ammazzato... ppe' la fede!".

le tentazioni si vincono resistendo ad esse, ad eccezione di quelle carnali, dove è solo fuggendo che si hanno gloriose vittorie”.

“Fratelli, state allegri, ridete pure, scherzate finché volete, ma non fate peccato!”.

(San Filippo Neri, il buffone di Dio)

postato da philosophus alle ore 10:05 | commenti
categoria: allegria, non semplici uomini
domenica, 08 marzo 2009

"Grazie a te, donna, per il fatto stesso che sei donna!"

 (Giovanni Paolo II)

Auguri a tutte le donne!!!

postato da philosophus alle ore 13:46 | commenti
categoria: auguri
sabato, 31 gennaio 2009

File:Donbosco.jpg "L'essere buono non consiste nel non commettere mancanza alcuna: oh no! Purtroppo tutti siamo soggetti a commetterne. L'essere buono consiste in ciò: nello aver volontà di emendarsi"

"Guai a chi lavora aspettando le lodi del mondo: il mondo è un cattivo pagatore e paga sempre con l'ingratitudine."

(San Giovanni Bosco)

postato da philosophus alle ore 14:50 | commenti (2)
categoria: non semplici uomini
domenica, 25 gennaio 2009

File:Caravaggio-The Conversion on the Way to Damascus.jpg

 

postato da philosophus alle ore 17:55 | commenti
categoria: emozioni
sabato, 24 gennaio 2009

REMISSIONE DELLA SCOMUNICA LATAE SENTENTIAE AI VESCOVI DELLA FRATERNITÀ SACERDOTALE SAN PIO X , 24.01.2009

Il Santo Padre, dopo un processo di dialogo tra la Sede Apostolica e la Fraternità Sacerdotale San Pio X, rappresentata dal suo Superiore Generale, S.E. Mons. Bernard Fellay, ha accolto la richiesta formulata nuovamente da detto Presule, con lettera del 15 dicembre 2008, anche a nome degli altri tre Vescovi della Fraternità, S.E. Mons. Bernard Tissier de Mallerais, S.E. Mons. Richard Williamson e S.E. Mons. Alfonso de Galarreta, di rimettere la scomunica in cui erano incorsi vent’anni fa.

A causa, infatti, delle consacrazioni episcopali fatte, in data 30 giugno 1988, da S.E. Mons. Marcel Lefebvre, senza mandato pontificio, i menzionati quattro Presuli erano incorsi nella scomunica latae sententiae, dichiarata formalmente dalla Congregazione per i Vescovi in data 1° luglio 1988.

S.E. Mons. Bernard Fellay, nella citata missiva, manifestava chiaramente al Santo Padre che: "siamo sempre fermamente determinati nella volontà di rimanere cattolici e di mettere tutte le nostre forze al servizio della Chiesa di Nostro Signore Gesù Cristo, che è la Chiesa cattolica romana. Noi accettiamo i suoi insegnamenti con animo filiale. Noi crediamo fermamente al Primato di Pietro e alle sue prerogative, e per questo ci fa tanto soffrire l’attuale situazione".

Sua Santità Benedetto XVI, che ha seguito fin dall’inizio questo processo, ha cercato sempre di ricomporre la frattura con la Fraternità, anche incontrando personalmente S.E. Mons. Bernard Fellay, il 29 agosto 2005. In quell’occasione, il Sommo Pontefice ha manifestato la volontà di procedere per gradi e in tempi ragionevoli in tale cammino ed ora, benignamente, con sollecitudine pastorale e paterna misericordia, mediante Decreto della Congregazione per i Vescovi del 21 gennaio 2009, rimette la scomunica che gravava sui menzionati Presuli. Il Santo Padre è stato ispirato in questa decisione dall’auspicio che si giunga al più presto alla completa riconciliazione e alla piena comunione.

DECRETO DELLA CONGREGAZIONE PER I VESCOVI

 

Con lettera del 15 dicembre 2008 indirizzata a Sua Em.za il Sig. Cardinale Dario Castrillón Hoyos, Presidente della Pontificia Commissione Ecclesia Dei, Mons. Bernard Fellay, anche a nome degli altri tre Vescovi consacrati il giorno 30 giugno 1988, sollecitava nuovamente la rimozione della scomunica latae sententiae formalmente dichiarata con Decreto del Prefetto di questa Congregazione per i Vescovi in data 1° luglio 1988. Nella menzionata lettera, Mons. Fellay afferma, tra l'altro: "Siamo sempre fermamente determinati nella volontà di rimanere cattolici e di mettere tutte le nostre forze al servizio della Chiesa di Nostro Signore Gesù Cristo, che è la Chiesa cattolica romana. Noi accettiamo i suoi insegnamenti con animo filiale. Noi crediamo fermamente al Primato di Pietro e alle sue prerogative, e per questo ci fa tanto soffrire l'attuale situazione".

Sua Santità Benedetto XVI - paternamente sensibile al disagio spirituale manifestato dagli interessati a causa della sanzione di scomunica e fiducioso nell'impegno da loro espresso nella citata lettera di non risparmiare alcuno sforzo per approfondire nei necessari colloqui con le Autorità della Santa Sede le questioni ancora aperte, così da poter giungere presto a una piena e soddisfacente soluzione del problema posto in origine - ha deciso di riconsiderare la situazione canonica dei Vescovi Bernard Fellay, Bernard Tissier de Mallerais, Richard Williamson e Alfonso de Galarreta sorta con la loro consacrazione episcopale.

Con questo atto si desidera consolidare le reciproche relazioni di fiducia e intensificare e dare stabilità ai rapporti della Fraternità San Pio X con questa Sede Apostolica. Questo dono di pace, al termine delle celebrazioni natalizie, vuol essere anche un segno per promuovere l'unità nella carità della Chiesa universale e arrivare a togliere lo scandalo della divisione.

Si auspica che questo passo sia seguito dalla sollecita realizzazione della piena comunione con la Chiesa di tutta la Fraternità San Pio X, testimoniando così vera fedeltà e vero riconoscimento del Magistero e dell'autorità del Papa con la prova dell'unità visibile.

In base alle facoltà espressamente concessemi dal Santo Padre Benedetto XVI, in virtù del presente Decreto, rimetto ai Vescovi Bernard Fellay, Bernard Tissier de Mallerais, Richard Williamson e Alfonso de Galarreta la censura di scomunica latae sententiae dichiarata da questa Congregazione il 1° luglio 1988, mentre dichiaro privo di effetti giuridici, a partire dall'odierna data, il Decreto a quel tempo emanato.

Roma, dalla Congregazione per i Vescovi, 21 gennaio 2009.

Card. Giovanni Battista Re

Prefetto della Congregazione per i Vescovi

(Bollettino della Sala Stampa Vaticana del 24 gennaio 2009)

postato da philosophus alle ore 16:47 | commenti
categoria: notizie
sabato, 24 gennaio 2009

"Diciamo così:

Dio è il pittore,

la nostra fede è la pittura,

i colori sono la parola di Dio,

il pennello è la Chiesa".

(da Controversie di San Francesco di Sales)

postato da philosophus alle ore 16:37 | commenti
categoria: una pagnia di un libro e oltre
venerdì, 23 gennaio 2009

File:Seneca.JPG "suus nemo est"

"nessuno appertiene a se stesso"

(dal Capitolo II del De brevitate vitae di Lucio Anneo Seneca) 

postato da philosophus alle ore 18:17 | commenti
categoria: una pagnia di un libro e oltre

Chi sono

Utente: philosophus
Nome: Giorgio Ferrocino
Voce di uno che grida nella società moderna, senza timore di nessuno, neanche di Lucifero (il diavolo) in persona. Che ci rimanga solo lui nell'inferno!!!

Ipse dixit


"La verità vi farà liberi" (frase ripetuta sino alla nausea da quella buon'anima di don Mimino Colazzo).

"Io so solo una cosa: di non saper nulla" (Socrate)

"Errare umanum est!" (romani)

"Non fare agli altri quello che non vuoi ti sia fatto" (Gesù Cristo)

"Non giudicare se non vuoi essere giudicato" (Gesù Cristo)

"Cogito, ergo sum!" "Penso, dunque sono" (Cartesio)

"Sapere è potere!" (Bacone)

No all'Utente Anonimo: aderisci anche tu!

L'angolo della spiritualità


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